“I prigionieri sono la priorità!” Tuonò
“Dobbiamo prima occuparci del personale, sono loro i bersagli!”
“Perdiamo solo tempo, se anche loro iniziano a scatenarsi, non avremo alcuna possibilità di uscirne vivi!”
“Con tutto il rispetto tenente, vista la mole aggressiva del pregiudicato non possiamo permetterci ulteriori perdite!”
“Dirigo io le operazioni ed i miei uomini sono ben addestrati, gli daremo una scorta superiore a quella della regina d’inghilterra!”
“Non le è bastato il video di sorveglianza e il suo ultimo intervento? È un cazzo di fantasma ed è armato! Dez, dammi una mano!” disse Ross
“Stai andando bene già da solo, cosa posso dire in più?” rispose stanco dalla sua sedia, erano ormai venti minuti che i due discutevano sulla strategia e nessuno dei due era intento a cedere.
“Stiamo perdendo tempo” sbuffò il tenente “dobbiamo fare qualcosa, ma quel mostro ci tiene in trappola”
“Concordo, con entrambe le affermazioni” disse Ross “sono tutti a conoscenza dello stato dei pazienti e che non rimane molto tempo”
“In più, Ryo sta usando tattiche psicologiche per tenerci in trappola” aggiunse Dez alzandosi dalla sedia “un’azione come quella di prima ha portato il personale in uno stato di continua allerta, alcuni cadranno in paranoia e allora si che saranno guai” continuò
“Quindi agente Dez, cosa farebbe? Lei conosce meglio di chiunque altro quel soggetto”
“Tenente, il Ryo che ho conosciuto non era così” si avvicinò alla finestra cercando una risposta nel suo riflesso “in qualunque modo faremo, lui ci aspetterà, dobbiamo solo essere pronti, in fondo è comunque da solo!”
“Dez, hai un piano o qualcosa di simile?”
“Diciamo un qualcosa di simile, ma sarà molto rischioso, lui vuole morti tutti i dipendenti e non si fermerà finchè non avrà finito”
“Poteva uccidere anche noi due, eppure ti ha offerto una via d’uscita!” esclamò Ross “James, stai pensando di fare da tramite?”
“Esatto Frank” rispose
“Non credo di aver capito” interruppe il tenente “vorreste forse mandare l’agente Dez come esca?”
“Assolutamente no tenente” Sorrise Ross “abbiamo intenzione invece di eseguire le sue priorità e scortare assieme ai suoi agenti alcuni dottori per rifornire di medicinali i pazienti”
Il tenente restò in silenzio a fissare gli agenti, interrogandosi su cosa gli passasse per la mente
“Non si preoccupi tenente, siamo addestrati a lavorare in queste condizioni” lo rassicurò Ross
“E va bene! Preparatevi, tra dieci minuti si parte”
“Sentito Dez? Prepariamoci” Ross si avvicinò poi al tenente “Intanto dovrebbe aiutarci con un piccolo favore” sussurrò, per poi guardare James, ancora preso ad osservare il suo riflesso, eppure ai suoi occhi non era il suo ma quello di Ryo.
Terzo piano, ala destra;
I due agenti assieme a tre dottori ed una guardia, scortati da altri cinque agenti in tenuta anti sommossa avevano appena fatto la scorta di medicinali al quarto piano e muniti di carrello, entrarono nella zona delle celle.
“Per adesso non ci sono stati intoppi” disse un agente
“Resti in guardia, abbiamo appena iniziato” lo ammonì Ross “due di voi avanti a noi, gli altri dietro a chiudere la fila, al centro il personale si occupi di rifornire nel più breve tempo possibile i detenuti” ordinò.
Ad ogni passo James sentiva sempre più viva l’angoscia di quel posto, l’odore stantio di piscio mescolato alla candeggina, il silenzio straziante dei prigionieri e le urla di paura quando un dottore o una guardia si avvicinavano a loro, le aveva passate anche lui.
“Cella 1, da 251 a 256” disse un dottore, velocemente la guardia battè dei pugni alla porta prima di aprirla, veloci furono le urla in risposta dei quattro, seguiti a ruota dal resto dei prigionieri creando un coro di paura, James strinse il distintivo cercando di rimanere fermo dando le spalle ai quattro. La guardia, dopo aver aperto la porta estrasse il manganello e sferrò due colpi verso il più vicino per aprirsi la strada e liberare il passaggio agli altri due dottori che in fretta bloccarono uno dei pazienti, con forza gli aprirono la bocca e fecero ingoiare le pillole, così fecero anche con i restanti tre, intanto che la guardia colpiva chiunque di loro si fosse mosso.
James reagiva ad ogni colpo sordo di manganello con un breve sussulto
“Dez” disse Ross toccandogli la spalla “io sono con te!”
“Grazie Frank”
“Non credevo ci mettessero tutta questa violenza, devono averne molta paura”
“Non è paura, non potrebbero reagire nemmeno se volessero, hanno tutti la camicia di forza” rispose notando uno degli agenti voltarsi per non assistere.
Erano ormai alla decima cella “numeri da 296 a 300” disse il dottore
“Una cosa mi chiedo, se sono tutti numeri crescenti, come hai fatto a finire in cella con Ryo?”
“Lo usavano come sacco da boxe, serviva come valutatore di violenza” rispose “a seconda di come un paziente lo conciava, decidevano quali medicinali usare”
“Non è possibile”
“Questo ed altro pur di risparmiare sulle cure e risolvere il sovrafollamento, in caso di morte, era semplicemente una spesa in meno e veniva catalogato come incidente”
“Che significa?”
“Che Ryo, non era il solo ad essere usato come vittima, tutti i più esili qui sono solo dei pezzi di carne pronti per il macello” disse guardando la fine del corridoio notando un’ombra
“Ragazzi, attenti!” gridò.
D’un tratto le porte delle celle si aprirono, seguite dalla campana d’allarme che fece uscire tutti i pazienti accerchiando completamente la squadra
“Torniamo indietro, abbiamo più possibilità di fuga!” disse Ross
Non fecero in tempo a voltarsi che si udirono due spari ed un agente a terra, morto.
“Ve lo avevo. SCRITTO” sibilò Ryo nascosto tra i prigionieri, la sua voce eccheggiava per le pareti
“Mantenete la posizione! Sparate solo se necessario! Dobbiamo proteggere i dipendenti” Urlò Ross
“Tre. Zero. Tre.” disse uno dei prigionieri “Tre. Zero. Tre” iniziarono anche gli altri creando una cantilena, altri due spari.
“Cazzo!” urlò Ross “ha ucciso altri due dei nostri!”
Uno dei due agenti rimasti strinse il mitra e salì sul carrello ed urlando iniziò a sparare verso la direzione degli spari
“Carl!” urlò il secondo degli agenti, prima di venir raggiunto da un proiettile
“Eddy!” rispose in lacrime “bastardo! Mostro! Fatti vedere!” urlò scaricando l’intero caricatore verso qualunque cosa si muovesse, finchè notò una figura non molto distante Ryo era lì, a testa in giù con le gambe nel condotto d’areazione e la pistola puntata verso l’agente che fece cadere il mitra in preda al panico
“Ritirata!” Disse Ross sparando un colpo verso Ryo senza colpirlo “agente, scenda e si sbrighi!” continuò avanzando verso l’uscita “Dez, avanza ed apri un varco, io vi copro”
James superò il collega e si fece spazio tra i prigionieri in trance dai farmaci, tutti erano quasi arrivati all’uscita, tranne l’agente, lui era rimasto fermo; Attorno a lui vi era un coro di urla e pianti, ma Carl vedeva solo una cosa: un uomo esile con occhi rossi camminare sui cadaveri dei suoi compagni senza nessun sentimento avvicinarsi a lui fino a trovarsi a pochi passi da lui
“Bene. Bene. Bene” sibilò avvicinandosi ancora “non vuoi scappare? Non vuoi correre via?” chiese all’agente “non mi vuoi. Parlare? non mi volevi. Vedere?” continuò, si chinò verso uno dei cadaveri ed intinse due dita nel sangue “com’è che mi hai chiamato prima?” chiese ancora senza avere alcuna risposta “lo sai? LO SAI?!” urlò, con il sangue scrisse sul giubbotto dell’agente il suo nome “ora lo sai. Ora. Sai” sorrise con fare maniaco.
L’agente prese la pistola dalla fondina puntandola verso di lui
“Fallo” disse
Sparò, gli occhi di Ryo colmi di rabbia e la faccia sporca da alcuni schizzi di sangue guardavano schifati quello che rimaneva dell’agente che si era ucciso con un colpo in testa
“Sei DEBOLE!” gridò
“Debole” iniziarono a ripetere i prigionieri
Ryo guardò verso James, prese la pistola dell’agente e sparò verso di loro tutti i colpi rimanenti, ferendo alla spalla uno dei dottori
“JAMES!” urlò correndo verso di loro, Ross velocemente chiuse la porta bloccando il meccanismo di apertura.
“Dez, abbiamo preso abbastanza tempo, andiamocene!”
James annuì, prese sottobraccio il medico ferito ed iniziò a correre verso le scale.
