Erano passati pochi minuti dall’assalto di Ryo e nessuno si era ancora voltato indietro per controllare la situazione, stavano salendo la lunga scalinata centrale diretti verso l’ultimo piano dove avrebbero potuto trovare un buon riparo per recuperare le energie e medicare la ferita del dottore
“Agente, le devo chiedere di fermarsi” disse la guardia rivolta verso Dez
“Che succede?” chiese
“Fino a prima non ci avevo fatto molto caso, ma ora ho capito, 303 era il suo numero all’interno di questa struttura e data la sua conoscenza con 226, le devo chiedere di lasciare il dottore a mani più sicure” rispose tenendo una mano al manganello nella cintura
“Cosa?” James si bloccò di colpo
“Non possiamo fidarci di un ex paziente instabile e con precedenti di paranoia, in più, dovrebbe lasciare anche la sua pistola”
“Con il dovuto rispetto” interruppe Ross posando una mano sulla spalla della guardia “chi o cosa le da il diritto a sputare sentenze verso il mio collega? Lui ora è un’uomo libero e, come se non fosse già abbastanza chiaro dal distintivo che tiene alla vita, un’agente investigativo”
La guardia non si mosse
“Agente, ciò che ha detto il guardiano non è da considerarsi totalmente errato, come medico, sono convinto che questo posto e la situazione stessa potrebbero portarlo ad una crisi psicotica e le conseguenze sarebbero gravi” rispose uno dei due medici
“Già stiamo scappando da un malato, vorrei evitare di dovermi difendere da un’altro superviolento!” continuò la guardia “Come suo collega dovrebbe sapere le motivazioni che lo hanno portato qui!”
“Le conosco, ma ne è anche uscito, cosa miracolosa vedendo come trattate i vostri pazienti!”
“Lei non è ne medico, ne psicologo in grado di poter definire i nostri metodi di controllo sui pazienti, crede davvero che si possa fare in altro modo?” urlò il medico “in più se pensa che il suo caro collega sia uscito per una qualche motivazione specifica, mi dispiace deluderla, il paziente 303 è stato allontanato dalla struttura dato che la sua assicurazione non copriva più le spese e non abbiamo trovato nessun familiare in grado di continuare a pagare i debiti!”
James stringeva il suo distintivo, tremando
“Non tema” sussurrò il dottore ferito “non le faremo del male, ma la prego di capire che in una situazione del genere, ai miei colleghi serve avere una sicurezza in più”
“Sicurezza. Sicurezza? SICUREZZA!” Urlò James lasciando cadere il medico “la chiamate sicurezza chiudere delle persone violente con gente esile in maniera che si possano sfogare su di loro per le botte subite? Abbiamo appena avuto la prova di cosa succede quando qualcuno esce da questo loop di farmaci e botte” continuò “mi state chiedendo di darvi la mia ARMA solo per stare più sicuri? SICURI!” guardando la guardia estrasse l’arma, tolse la sicura e la puntò verso la guardia “vi sentite più sicuri con una sola persona armata? Dopo quello che Ryo ha fatto, è un suicidio avere solo una persona armata” caricò il cane “se quello che volete è morire, vi accontento SUBITO”
“James, no!” Frank si mise avanti alla pistola “Non dargli ragione, dimostra chi sei veramente! Non sei come lui!”
“Lo vede? È pazzo! Dovrebbe stare rinchiuso con gli altri escrementi di questa prigione!” interruppe la guardia
“Stia zitta o la lascio qui come esca per Ryo!”
“Non è diverso da 226! Non si impietosisca, lo arresti!” continuò avanzando verso James quale era ancora fermo, con la pistola puntata verso il collega e l’altra mano sul distintivo.
La guardia estrasse il manganello “Vi dimostro io come si tratta con un pazzo!” e sferrò un colpo rivolto verso la mano di James intento a fargli saltare la pistola e nel migliore dei casi, romperla.
Il boato di uno sparo fermò la guardia il suo amato manganello era stato spezzato, tutti guardarono la pistola di Dez, ma non aveva sparato
“Come tratti con un PAZZO?!” la sua voce era agghiacciante
“226!” urlò il medico ferito “presto via da…” Ryo era già di fianco, piantando un bisturi nella gola per poi puntare la sua arma verso la testa di Dez
“James?” chiese “Dez!?” continuò “303?” sibilava all’orecchio “Perchè non vuoi. Uccidere?” poggiò la testa sulla spalla dell’agente “perchè?”
“Ryo, non lo fare”
“Perchè non rispondi? RISPONDI!”
“Lascialo andare Ryo, o vuoi veramente ferire una persona che ti vuole proteggere?” rispose Ross con la pistola puntata
“Non voglio fare del male a lui. Ma A LORO!” sparò un’altro colpo verso uno dei due dottori vicini, eliminandolo
“Ryo, così facendo peggiori la tua situazione!” disse Dez
“Allora facciamo così” sorrise “datemi QUELLO” rivolgendosi alla guardia
“Sai che non possiamo” rispose pronto Ross
“Non, non mi avrai!” urlò di paura la guardia lanciandosi verso la porta del quarto piano scappando.
La reazione di Ryo fu fulminea, scaraventò Dez addosso a Ross e si lanciò all’inseguimento, sparando verso l’ultimo medico sopravissuto, ferendolo
“Cazzo!” esclamò Ross “tu seguilo, io prima mi occupo del medico”
“Ti fidi davvero dopo tutto quello che ho fatto?”
“Sei mio amico, ovvio che mi fido! Vai adesso e ferma quello psicopatico!”
James sorrise, strinse l’arma e corse verso la porta del quarto piano.
Entrato iniziò a camminare furtivamente per il corridoio inoslitamente silenzioso, le grandi vetrate che davano sul giardino interno lasciavano entrare le prime luci della luna rendendo difficile vedere oltre qualche metro dal proprio naso, Dez prese dalla tasca la sua torcia ed iniziò a cercare un’interruttore vicino, notò una figura in fondo al corridoio sembrava darli la schiena, lentamente vi si avvicinò, stava penzolando attaccata ad un lampadario, ma non ne vedeva ne testa, ne gambe. Appena fu abbastanza vicino, illuminò la figura; Una camicia di forza, con scritto a sangue il numero 303.
