…Detto questo chiamò a sè Luos, le perle erano in acqua, cullate dalle piccole onde e disposte davanti al Mietitore. “Siete libere” recitò infine la falce, subito iniziarono a dondolare dolcemente, alcune si infransero e le schegge si diressero verso l’alto, altre, s’inabissarno, scomparendo.
Il rito era stato completato, la fiamma del bidone, dapprima verde smeraldo divenne un normale fuoco, non vi era nessuno nelle vicinanze, giusto qualche auto che passava indifferente il ponte. Una voce ruppe il silenzio
“Che magnifico rito, davvero. Spettacolare”
Una figura non molto alta, troppo lontana per capire chi fosse, il Mietitore si girò lentamente, tenendo stretta la falce.
“Chi sei?” chiese
“Nessuno in particolare, sto solo cercando un’amico” rispose il figuro restando nella penombra creata dalle fiamme ormai morenti, Deth roteò la falce puntandola verso l’uomo
“Non giocare con un Mietitore, chiunque tu sia, non hai idea di cosa hai davanti”
“Probabilmente, nemmeno tu” disse in tono serio.
Il fuoco stava ormai morendo, così l’uomo avvicinatosi ad esso, schioccando le dita gli donò nuova vita, lasciandosi vedere in tutta la sua oscura presenza: un ghigno sinistro incorniciato da due denti aguzzi, pizzetto e capelli di un arancione vivo.
“Sommo Lucifero!”
Gli occhi del Diavolo, di colore cremisi, sfumato da venature arancioni e quell’iride, una fessura glaciale, lasciarono trasparire una certa estasi nei confronti del Mietitore.
“Chiamami Luc” rispose
“La manda l’onorevole Mephisto? Ho fatto qualcosa che ha turbato gli inferi?” chiese
“Mio padre è troppo occupato a farsi accuduire dalle sue succubi, sono qui di mia iniziativa. E sai perchè?” chiese portando il busto verso Deth aspettandosi una risposta, che non arrivò, allora Lucifero svelto allungò la mano con cui teneva un contenitore dolciario verso di lui.
“Sono venuto per farti gli auguri e congratularmi per i tuoi primi cento anni di lavoro come Mietitore di questo posto!” esclamò.
Schioccò ancora le dita: in mezzo ai due si creò un tavolino, posò il contenitore e aprendolo mostrò il dolce decorato da una scritta in cioccolato che recitava “ad altri cento di questi giorni!”
“Mi dispiace non sia ripieno di anime, ma la pasticceria Italiana non ha rivali in quanto a dolci!” sorrise
“Prego, siediti” disse, materializzando una sedia per il festeggiato, dopodiché lasciandosi cadere, creò una poltrona sotto di lui a sorregerlo.
Deth ancora fermo, rifiutò con un gesto della mano
“Spiacente sommo Lucifero, la ringrazio ma non posso accettare”
“Eddai, anche se il tuo nutrimento sono le anime, non ti succede niente ad accettare un dono”
“Mi rincresce averle fatto compiere questo viaggio per me, ma come Mietitore sono tenuto alla neutralità tra i vostri mondi, se accettassi potrebbe venire interpretato come una propensione da parte mia verso il mondo Infernale”
“Per una fetta di torta? Cosa posso chiederti in cambio? Un litro di latte? Siamo seri per un momento, voglio anche parlare, quindi per favore. Siediti” Sillabò.
Passò qualche interminabile secondo prima che il Mietitore si accomodasse sulla sedia, sul volto del Diavolo traspariva un sorriso serpico
“Dunque, caro. Anzi, carissimo?” chiese Lucifero porgendogli una fetta di torta servita su un piatto color pece
“Deth” Rispose guardando la torta con diffidenza
“Carissimo Deth, ti ho guardato ultimamente sai? Sei un’ottimo esponente del tuo ordine, fedele al lavoro, sempre attento. Giusto” sottolineò “E come bravo padrone delle anime che mi porti è mio compito ringraziarti ed avvisarti dell’immane pericolo che incombe tra i mondi” continuò gesticolando “magari non te ne sei ancora reso conto, ma presto capirai e sarà meglio se scegli alla svelta da che parte stare e soprattutto, aiutarti a fare la scelta giusta!” finì unendo le mani sul tavolino e rimase a fissare con sguardo languido il Mietitore.
Deth rimase impassibile e fermo sulla sedia
“Quindi, lei desidera un Mietitore dalla sua parte per quale ragione?”
“Se accetti, ti sarà tutto rivelato”
“Con tutto il rispetto sommo Lucifero”
“Chiamami Luc” interruppe
“Come Mietitore sono tenuto alla neutralità come le ho già detto, quindi, rifiuto” rispose alzandosi
“Quando eri mortale non ti sei mica rifutato” esordì
“Cosa?” chiese confuso Deth
“Ah, non lo sai ancora? Eppure sono già cento anni che sopravvivi”
“Deth, non ti fare incantare” avvisò Luos
“Beh, a quanto pare ancora non sai molto, mi domando quando la falce si deciderà a renderti partecipe della verità su voi Mietitori, per adesso, meglio che vada, ho molto da preparare in vista della guerra” esclamò per poi voltarsi intento ad andarsene,
“Non così in fretta!” Deth impugnò Luos e portò la sua lama al collo del Diavolo che, con un sorriso di sfida chiese
“Sai perchè solo tu puoi sentire la volontà della tua falce?” subito dopo lesse la scritta impressa sulla falce “molto interesante, davvero. Divertente” continuò soffocando una risata “resterei volentieri ad insegnarti le buone maniere, ma sono molto, molto impegnato, demoni da evocare, regole da infrangere, anime da dannare e nuovi amici da conoscere! Devo proprio salutarti, ma tranquillo, tornerò!” e sparì in una flebile scia di fumo lasciando un biglietto affianco la torta:
“Non la sprecare, è un regalo da parte del tuo nuovo amico”
…
