Una giornata grigia, come le altre del resto.
James era solito restare a guardare il lento muoversi delle nuvole almeno fino a quando il fischio del bollitore non lo rubò dai suoi pensieri.
“Ci mancava questa” disse avviandosi verso quel fischio infernale per poi versare quel liquido bollente nella tazza vicina assieme ad una bustina di tè.
Appena seduto sul tavolino vicino alla finestra delle voci fecero capolino nella stessa sala, tre uomini in uniforme fecero per entrare ma appena intravista la persona seduta nella sala, ci fù un dilenzio generale
“Agente Dez, non la avevamo vista” fece il primo dei tre agenti sull’uscio intanto che gli altri due si guardavano spaventati,
“Nessun problema Agente” sospirò James
“Certo, certo” disse lo stesso agente leggermente in stato di agitazione per poi continuare “Beh, la lasciamo al suo tè, ci perdoni per il disagio” l’agitazione era diventata palpabile.
“Tranquillo Agente, se volete potete farmi compagnia, non mordo mica”
“Con tutto il rispetto Agente Dez, ma dobbiamo rifiutare, abbiamo molto lavoro e dobbiamo terminare alcuni moduli”
“Capisco, allora buon lavoro” concluse chinando il capo lasciandoli scappare e sussurrare tra di loro “Ma come mai hanno lasciato tornare uno come lui?” la frase non passò inosservata
“Agenti, avete qualche problema con le scelte del capitano e con l’agente Dez?” tuonò un’uomo sui 36 anni, pelato e ben vestito.
“Assolutamente no signor Ross, era solo…”
“Solo cosa? Una battuta dal dubbio gusto? Vi ricordo che qui ci sosteniamo a vicenda, se avete qualche problema sarà meglio che venga fuori ed alla svelta!”
“Certamente signore! Ma assicuriamo che era solo una goliardata uscita dalla stanchezza e dalla pressione lavorativa”
“Capisco, ma, perchè parli al plurale? I tuoi amici non sanno parlare?”
Il giovane agente si voltò ma il trio era già diventato un singolo, gli altri due erano già scappati, lasciandolo da solo.
“Ho capito, vai pure” disse Ross per poi entrare nella sala relax, prendere un caffè e sedersi avanti a James.
“Devi proprio sembrare così. Spettrale? Cazzo Dez!”
“Che ci posso fare? Io sono solo seduto”
“Sembri uno zombie, a malapena una persona! Ma ti vedi come sei seduto?”
“Sì, sono comodo”
“No, comodo è quando sei in posizione eretta, così sembri più della melma lasciata qui per sbaglio, della marmellata rovesciata da un bambino! Un cadavere in putrefazione avanzata. Vuoi che continui?” disse sporgendosi verso James
“Diavolo Ross, ma potevo chiedere un collega meno asfissiante?”
“James, così mi ferisci! Sono stato persino tuo testimone di nozze”
“E difatti come è andata a finire?”
“Mica me la sono sposata io, il testimone serve solo nel caso tu voglia scappare in messico e serva qualcuno per ricordarti cosa hai fatto, mica a mandare avanti ciò che crei”
“Ti odio Frank” concluse sommesso
“Anche io ti voglio bene James” rispose ridendo e tornando a bere il suo caffè assieme al collega che ricambiò con un sorriso somesso.
Qualche minuto dopo una voce femminile interruppe i due colleghi
“Ross, Dez. Il capo vi vuole nel suo ufficio”
“Ciao Sarah, Come stai?” fece Ross
“Ciao. Scusate ma il capo vi vuole subito!” Rispose seccata
“Problemi in vista?”
“Che cosa ne sò! Mi ha mandato a chiamarvi, mica ha voluto spiegarmi il perchè!”
“Ok Sarah, grazie” Intervenì Dez per evitare le frecciatine di Ross, sempre pronto quando qualcuno dimentica le buone maniere.
Arrivati all’ufficio il capitano fece cenno di sedersi.
“Salve agenti, spero di non avervi disturbato dalla vostra solita routine lavorativa”
“Salve capo! Assolutamente no! Eravamo a prendere una pausa per tornare tornare in forze e chiudere il caso Delvin!”
“Capisco, quindi voi vi rilassate spaventando altri colleghi? Interessante metodo di rilassamento, al pari dello yoga immagino”
James guardò Ross sussurrando “secondo te scherza?”
“Certo che è una battuta! Agente Dez!” gridò
“Lo perdoni capo, sà com’è fatto”
“Sforunatamente, sì, ma ciò non cambia, James, te lo dico da amico, devi tirarti sù, tutto il distretto teme una tua possibile ricaduta e questo non deve accadere, sò che può essere difficile, ma devi andare avanti”
“Ci proverò capo” fece sospirando e guardando verso il finestra
“Bene, ora che le cose sono sistemate, con permesso noi torneremo al lavoro” disse Ross alzandosi dalla sedia.
“Non così in fretta, non è per questo che vi ho chiamati, si sieda Ross”
“Ok capo” rispose sedendosi lentamente
“Ci è stato richiesto un’intervento molto delicato e voi siete gli agenti più competenti che abbiamo, però” prese un respiro “Non vi manderei se non fosse davvero importante e non ci fosse in gioco il possibile futuro del distretto”
“Che succede capo?”
“C’è stata una tentata evasione, il fuggitivo si trova ancora nel locale ed è stato definito estremamente pericoloso, ha già ucciso due dipendenti del posto” Sospirò ancora “il direttore è un grande amico del sindaco e dona costantemente fondi ai distretti limitrofi, anche a noi”
“Di chi stiamo parlando capo?” chiese Ross preoccupato
“Il direttore del St. Maryanne!” Rispose Dez visibilmente agitato
“Esattamente, ecco perchè vorrei ci fosse un altro modo, ma già altri distretti hanno mandato degli agenti, alcuni sono tornati indietro, altri li stanno ancora cercando, hanno chiesto espressamente i miei agenti più preparati nel campo della prevenzione rischi e nella ricerca dei fuggitivi”
“Capo, James è uscito da soli quattro mesi da quell’inferno! Sà cosa gli hanno fatto! E lei vuole rimandarcelo? Non sappiamo che effetto può avere in lui”
“Agente Ross, Frank. Capisco come ti senti, fossi in te la penserei esattamente così, ma da capitano ho le mani legate”
“Chi è il fuggitivo?” interruppe Dez
“Anche questa parte non ti piacerà. Il fuggitivo è il paziente 226 conosciuto come”
“Ryo” Disse Dez sbiancando “Non è possibile, era tenuto in stato semivegetativo, a malapena camminava!”
“Un pò come te James” Scherzò Ross per alleggerire la tensione, fallendo miseramente
“Come è potuto succedere? Conosco Ryo, non è in grado di contrastare il personale così piazzato, è troppo esile!”
“A quanto pare non è così esile, Agente” rispose il capitano
“Agenti, mi rincresce davvero, come amico vorrei ci fosse un altro modo, ma come capitano devo ordinarvelo”
“Io mi fido di James capitano, in questi ultimi tempi ha svolto egregiamente il suo lavoro, ma tornare in quel manicomio, nutro molti dubbi”
“La capisco Agente, ma deve avere più fiducia nel suo compagno”
“Ci riusciremo, ormai non ho più nemmeno gli incubi, se restiamo uniti, non sarà un problema”
“Sai che ci sono sempre a pararti il culo!” ribattè Ross “Ma al minimo segno di problemi, chiudiamo la missione! Le stà bene capo?”
“Se la vostra incolumità è messa in serio rischio, avete il permesso e l’ordine di ritirarvi in maniera preventiva”
“Perfetto, allora noi andiamo” disse alzandosi dalla sedia ed avviandosi verso la porta seguito da Dez ancora sconvolto
“Buona fortuna” sussurrò il capitano.
Arrivati al garage i due entrarono in macchina, direzione: il manicomio di St. Maryanne.
